Come per il settore delle assicurazioni RC auto, anche sul fronte delle assicurazioni moto sembra ormai ufficialmente segnata la strada verso il passaggio dal tradizionale tagliando su supporto cartaceo a quello più innovativo in formato elettronico.
La manovra figura tra le misure recentemente approvate dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati con il testo antifrode sulle assicurazioni RC auto e si basa sul progetto presentato dal Centro Sviluppo Brevetti per fornire a compagnie di assicurazione e istituzioni un nuovo strumento utile a combattere il sempre più dilagante fenomeno delle frodi ai danni delle assicurazioni auto.
Nell’arco di un paio di anni, lasso necessario per la messa a punto definitiva della procedura e il passaggio alla fase operativa, la nuova assicurazione RC non comparirà dunque più in forma “fisica” ma in versione digitale all’interno di una speciale card con microchip da inserire in un apposito “lettore” fornito in seguito alla sottoscrizione della polizza moto.
La novità, attesa con particolare favore dal mondo della RC auto, porterà da un lato a un più che probabile abbattimento dei costi assicurativi, e dall’altro a un’efficiente azione di contrasto alla circolazione di auto sprovviste della regolare copertura assicurativa, grazie all’immediata possibilità delle forze dell’ordine di incrociare velocemente i dati dei veicoli circolanti e quelli delle rispettive (presenti o assenti), polizze di assicurazione.
giovedì 30 maggio 2013
giovedì 16 maggio 2013
La scelta del preventivo assicurazione auto si fa online
Scegliere l’assicurazione giusta per il proprio veicolo è
difficile per molti. Tante offerte, troppa burocrazia portano molte persone ad
affidarsi ciecamente dell’assicurazione auto che già hanno senza guardarsi
attorno per cercare di trovare le soluzioni vantaggiose per ogni caso.
Le assicurazioni non
sono tutte uguali, a seconda del modello di automobile che si possiede ci
sono diverse tariffe. Oggi trovare il preventivo
assicurazione auto è più facile grazie alla possibilità di confrontare
online tutte le offerte delle agenzie di assicurazione.
Tuttavia vi vogliamo illustrare dei piccoli accorgimenti per
rendere la vostra ricerca il più facile e veloce possibile.
Per completare
correttamente tutti i campi richiesti dai portali che offrono preventivi online
bisogna avere a portata di mano il libretto di circolazione della vostra
vettura con il relativo attestato di rischio.
È importante inserire correttamente il numero di targa del
veicolo e il numero di sinistri in cui questo è stato coinvolto in passato.
Prestare attenzione alla classe di merito: spesso è proprio sbagliando questo campo che i
preventivi vengono calcolati erroneamente. La classe di merito da inserire è
quella universale.
Con il decreto Bersani viene agevolato chi assicura un nuovo
veicolo inserendo la classe di merito inferiore a quella standard. Pertanto
informatevi se potete rientrare in questa agevolazione, pagherete molto meno.
Come questa sono presenti altre agevolazioni
che possono ridurre notevolmente i costi, prima di completare la scheda
informatevi attentamente.
Infine, valutate le garanzie
accessorie: queste comprendono le spese improvvise che gli automobilisti
potrebbero incorrere per la manutenzione del proprio veicolo. Gli infortuni del conducente e le spese per
l’assistenza stradale non dovrebbero essere escluse, tuttavia ognuno può
scegliere quelle più utili nel proprio caso.
giovedì 28 marzo 2013
Come procedere per rinnovo e cambio assicurazione auto
Chiarite le regole per il rinnovo
sull’assicurazione auto. Grazie a una circolare del 14 febbraio 2013 da parte
del Ministero dell’Interno, è stata fatta chiarezza sull’abolizione del tacito
rinnovo per le assicurazioni auto: nessuna multa potrà essere data a chi
circola con l’assicurazione scaduta da un periodo inferiore ai 15 giorni.
È stata definitivamente chiarita
la legge entrata in vigore lo scorso dicembre che aboliva il tacito rinnovo:
l’estensione della copertura assicurativa alla scadenza annuale per un periodo
di quindici giorni dalla scadenza, l'assicurato, in attesa di sottoscrivere
altro contratto potrà continuare ad esibire il certificato ed il contrassegno
scaduti. La nuova normativa prevede infatti che gli assicurati non siano più
obbligati al rinnovo dell’assicurazione, ma saranno le assicurazioni a
comunicare all’assicurato la scadenza del contratto almeno 30 giorni prima, e
la compagnia sarà obbligata a mantenere la validità dell’assicurazione per i 15
giorni successivi, mantenendo operante la garanzia del precedente contratto
assicurativo fino al quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto
stesso e fino all’effetto della nuova polizza. Attenzione quindi alle scadenze!
Quando sarà il momento di
assicurare il vostro veicolo quindi, potrete decidere se mantenere il contratto
con la vostra compagnia assicurativa o orientarvi su nuove possibilità; e con i
nuovi servizi di calcolo assicurazione auto online offerti dalle compagnie, potrete valutare
comodamente le differenti possibilità: saranno sufficienti il numero di targa
del veicolo e la data di nascita dell’intestatario, i sistemi di calcolo
assicurazione saranno in grado di calcolare automaticamente tutte le
informazioni e restituire un preventivo per l’assicurazione auto.
Insomma, le compagnie
assicurative offrono servizi online per la gestione delle vostre polizze, con
il vantaggio di effettuare calcoli dell’assicurazione e preventivi anche online,
e una volta confrontate le varie possibilità potrete scegliere la polizza che
fa più al caso vostro.
lunedì 11 marzo 2013
Intesa Sanpaolo: soddisfazione di Castagna per l’accordo con Confindustria
Sancito l’accordo tra il Gruppo Bancario
e Piccola Industria Confindustira teso a rafforzare la relazione ed il dialogo
tra le piccole imprese e la Banca, per stimolare e sostenere la domanda di
credito da parte delle piccole e medie imprese virtuose, facilitandone
l’accesso e la continuità al credito.
Giuseppe Castagna, direttore
generale e Responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, si è
dichiarato soddisfatto per l’accordo con Confindusitria, teso a rafforzare
ancora di più la collaborazione tra Confindustria e Intesa, per sostenere le
piccole e medie imprese, struttura portante del sistema produttivo italiano.
La nuova collaborazione è
rivolata a supportare i progetti di qualità delle PMI per incentivarne lo
sviluppo, con un plafond di 10 miliardi di euro di cui 200 milioni riservati a
finanziare i progetti innovativi delle nuove imprese.
Al cuore dell’accordo saranno
considerate tre direttrici ritenute strategiche per lo sviluppo delle PMI
italiane, con una propensione all’export che nel 2012 è giunta al 44% e nel
2013 è prevista salire al 45%. Con l’obiettivo di competere su mercati sempre
più globali, l’accordo tra Intesa e Confindustria prevede infatti una
piattaforma di prodotti, eventi e servizi consulenziali per sostenere gli
obiettivi di internazionalizzazione delle PMI coinvolte.
In merito all’accordo, Giuseppe
Castagna ha sottolineato che “il momento richiederà uno sforzo comune per
valorizzare la creatività italiana e la determinazione che contraddistinguono
la nostra Piccola Impresa. Il dialogo, tratto distintivo di questo genere di
accordi con Confindustria, sarà fondamentale per conoscere e approfondire
potenziale e difficoltà delle imprese italiane, che dovranno essere spronate a
intraprendere un decisivo passaggio culturale per munirsi degli strumenti
necessari a competere su uno scenario internazionale. L’accordo è inteso a
facilitare anche il dialogo con le aziende, sostenendo la nascita e lo sviluppo
soprattutto delle nuove imprese, con uno sguardo anche alle iniziative
imprenditoriali dei più giovani, da incoraggiare e sostenere come opportunità
per il futuro, con il supporto del know-how di Intesa Sanpaolo, che garantirà
una presenza su tutto il territorio nazionale”.
mercoledì 27 febbraio 2013
Morgan Stanley promuove Intesa e Unicredit
Un’indagine di Morgan Stanley
promuove Intesa Sanpaolo e Unicredit, ma boccia le piccole banche italiane a
causa della loro struttura. Con un lungo report, la Morgan Stanley ha dato i
voti alle banche italiane, con risultati ambivalenti: se da una parte le big
del nostro paese, Intesa Sanpaolo e Unicredit, sono state promosse, dall’altro
sono state espresse perplessità sugli istituti minori.
Queste banche infatti, a causa
della loro struttura, non possono godere di differenti vantaggi come basso
costo del capitale, migliori costi di finanziamento, bassa concorrenza per i
depositi e condizioni di credito poco stressate. Ed è proprio su queste basi
che invece Intesa e Unicredit hanno ricevuto rispettivamente rating overwight.
Il calo dello spread e il
miglioramento dei mercati funding hanno infatti avuto implicazioni importanti
sugli utili e le valutazioni delle banche italiane, portando Morgan Stanley a
riconoscere valore nelle banche italiane di grandi dimensioni.
Per quanto riguarda le altre
banche, le loro performance sono da sottopesare; solamente una normalizzazione
del tasso Euribor o nuove acquisizioni ed integrazioni potrebbero cambiare la valutazione
dell’analista.
Ciò nonostante, su uno scenario
più generale Morgan Stanley ha rilevato una stabilizzazione della crisi
bancaria italiana, tanto da prevedere un ritorno al livello standard degli
utili per il 2015. Il contenimento della crisi bancaria sta infatti smorzando
la gravità dello scenario prospettato dal broker, con una recessione più
prolungata, riducendo di fatto il costo del capitale e facendo sperare gli
analisti in un ritorno positivo per le banche italiane nel 2015. Questa rivalutazione,
è appunto la ragione dei cambiamenti di Morgan Stanley sui target price delle
banche italiane. Su Intesa Sanpaolo, che lo scorso dicembre ha nominato Giuseppe Castagna come direttore
genrele, Morgan Stanley ha
infatti migliorato il giudizio portandolo da “equalwight” (neutrale) a
“overweight” (sovrappesare) alzando il target price a 1.8 euro, anche grazie
alla valutazione positiva sulla ristrutturazione dei costi e del business del
gruppo.
Al contrario, Morgan Stanley
consiglia di sottopesare il portafoglio delle banche italiane più piccole,
eccessivamente sensibili alle variazioni dei tassi.
venerdì 30 novembre 2012
Conti corrente, costi più bassi nel 2011
Avere
un conto corrente dà molti vantaggi, come, tra l’altro, la possibilità di
accreditare la propria pensione o il proprio stipendio e maturare interessi
sulle somme versate. Ma prima di attivare un conto on line
o tradizionale bisogna considerare i costi, che in molti casi superano
annualmente il centinaio di euro.
Ma
segnali confortanti arrivano da Bankitalia. Secondo l’indagine condotta
periodicamente per verificare i costi della clientela bancaria, le spese di gestione dei conti correnti
italiani sono scese per il terzo anno consecutivo. In particolare nel 2011
si sono attestate mediamente sui 105,70
euro, oltre 4 euro in meno rispetto all’anno precedente e 8 euro rispetto
al 2009. “Diversamente da altre rilevazioni sullo stesso argomento
- si legge nel comunicato della Banca d’Italia - le quali aggregano informazioni contenute
nei prospetti informativi o in altra documentazione pre-contrattuale, sono
stati presi in considerazione gli oneri e le commissioni, diversi dagli
interessi, riportati negli estratti conto per il 2011 di oltre 12.000 clienti
distribuiti su 682 sportelli di 215 banche e BancoPosta, selezionati in modo da
conseguire un'adeguata rappresentatività statistica”.
Ed è proprio il conto corrente postale a
mostrare i dati più interessanti. Secondo l’indagine il conto corrente delle Poste ha costi di gran lunga più bassi
rispetto ai conti delle banche tradizionali: le spese si sono attestate infatti
nel corso del 2011 a 56 euro. I motivi sono dovuti perlopiù ad una minore
operatività da parte dei clienti bancari.
domenica 28 ottobre 2012
Conti deposito, dal 2013 imposta di bollo su del 50%
Sono
tantissimi gli italiani che nel corso degli ultimi anni hanno scelto di
investire i loro risparmi preferendo come soluzione il conto deposito. E così il “salvadanaio virtuale” è diventato in pochissimo
tempo uno dei prodotti più scelti e amati. Il motivo è semplice: nessun costo
di apertura e gestione e tassi di interessi molto vantaggiosi, specialmente se
si opta per i vincoli, bloccando il proprio denaro per più mesi.
Ma
la situazione è piano piano cambiata. Già da quest’anno, infatti, con l’introduzione dell’imposta di bollo nella
misura dello 0,1% - da un minimo di 34,20 euro fino a 1.200 euro – molte
banche hanno scelto di far pagare i loro clienti, modificando le condizioni
contrattuali, diversamente da come avveniva prima del 2012, quando l’unico
costo per i conti deposito era di 1,81 euro per ogni comunicazione alla
clientela che gli istituti di credito erano soliti sostenere.
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