Da mondo dei prestiti arrivano due notizie: una è senz’altro rassicurante, l’altra invece riflette a pieno il periodo di crisi in cui riversano sempre più famiglie italiane.
L’ultimo rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana mostra che ad aprile 2012 il totale dei prestiti a residenti in Italia si è attestato sui 1.949,4 miliardi di euro, un dato in crescita dello 0,9% rispetto al mese precedente e dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare viene registrato un +3% per i prestiti a breve durata (meno di un anno) a fronte di un +0,2% per quelli a medio e lungo termine (oltre un anno). Se invece si guarda ai tassi di interesse applicati, si segnala una leggera diminuzione rispetto allo scorso mese per i prestiti a famiglie e società non finanziarie (ad aprile segna il 3,5%) e un leggero calo viene registrato anche per i tassi applicati per l’acquisto di abitazioni, passato dal 4,27% di marzo al 4,15% del mese successivo.
Ma all’aumento dei prestiti non corrisponde un aumento della ricchezza italiana. Secondo un’indagine condotta dal sito SuperMoney una buona fetta dei prestiti richiesti serve a saldare altri debiti accumulati nel tempo. Quando gli italiani non riescono più ad attingere al conto deposito o al libretto di risparmio si rivolgono alle società di finanziamenti per far fronte a debiti e spese quotidiane. Secondo la ricerca, infatti, nei primi tre mesi del 2012 le richieste di prestiti per consolidamento debiti sono cresciute del 241,9% rispetto al trimestre precedente e quelle per liquidità del 196,7%.
mercoledì 23 maggio 2012
venerdì 30 marzo 2012
Abi: l’83,5% delle banche ha aderito alla moratoria
Sono 243 gli istituti di credito che hanno aderito alla moratoria ad un mese dalla sigla dell’accordo. Lo rende noto l’Abi comunicando che si tratta dell’83,5% delle banche presenti su tutto il territorio nazionale.
La nuova moratoria permetterà alle imprese di tirare un sospiro di sollievo. Tre sono infatti gli interventi finanziari previsti: operazioni di sospensione dei finanziamenti, di allungamento della durata dei prestiti e infine di promozione della ripresa e dello sviluppo delle attività imprenditoriali. I risultati non dovrebbero tardare a farsi sentire. Con la precedente moratoria varata nel 2009, infatti, sono stati sospesi oltre 260mila mutui a livello nazionale, per un importo di debito residuo pari a 70 miliardi di euro. Ma chi sono le imprese che potranno beneficiare dell’attuale moratoria? Si tratta delle cosiddette piccole e medie imprese operanti in qualunque settore. I requisiti richiesti sono un numero di dipendenti inferiore a 250 con un fatturato minore di 50 milioni di euro o in alternativa con un totale attivo di bilancio fino a 43 milioni di euro.
E i progetti non terminano qui. Secondo l’Abi si stanno valutando iniziative che favoriscano il finanziamento di progetti di investimento e che agevolino un rapido smobilizzo dei crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione.
La nuova moratoria permetterà alle imprese di tirare un sospiro di sollievo. Tre sono infatti gli interventi finanziari previsti: operazioni di sospensione dei finanziamenti, di allungamento della durata dei prestiti e infine di promozione della ripresa e dello sviluppo delle attività imprenditoriali. I risultati non dovrebbero tardare a farsi sentire. Con la precedente moratoria varata nel 2009, infatti, sono stati sospesi oltre 260mila mutui a livello nazionale, per un importo di debito residuo pari a 70 miliardi di euro. Ma chi sono le imprese che potranno beneficiare dell’attuale moratoria? Si tratta delle cosiddette piccole e medie imprese operanti in qualunque settore. I requisiti richiesti sono un numero di dipendenti inferiore a 250 con un fatturato minore di 50 milioni di euro o in alternativa con un totale attivo di bilancio fino a 43 milioni di euro.
E i progetti non terminano qui. Secondo l’Abi si stanno valutando iniziative che favoriscano il finanziamento di progetti di investimento e che agevolino un rapido smobilizzo dei crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione.
venerdì 23 marzo 2012
Conto corrente condominiale, quali i vantaggi?
Chi ha la fortuna di vivere in un’abitazione singola probabilmente non ne ha mai sentito parlare, ma chi vive in un condominio, più o meno grande, conosce sicuramente il conto corrente condominiale.
Anche se esistente già da anni, il conto corrente condominiale sta prendendo piede negli ultimi mesi, complice da un lato il decreto che vieta i pagamenti in contanti superiori ai mille euro, dall’altro le tariffe agevolate che ne stanno incrementando le attivazioni. Il conto corrente condominiale è un conto on line o tradizionale che l’amministratore di condominio può aprire presso quasi tutti gli istituti di credito, e serve ad accogliere i pagamenti dei condomini per l’amministrazione dello stabile in cui vivono. Nel caso in cui nel corso degli anni ci sia un cambio di amministratore è possibile segnalare le variazioni alla banca che procederà alle modifiche senza la necessità di attivare un nuovo prodotto.
I vantaggi del conto condominiale sono numerosi. Innanzitutto permette i pagamenti in modo sicuro; inoltre grazie all’invio di resoconti periodi facilita la gestione del bilancio delle famiglie. Ma non è tutto: uno degli aspetti più rilevanti è la possibilità di ottenere mutui o prestiti a tassi agevolati, un ottimo vantaggio nel caso si richiedano necessari interventi straordinari come ristrutturazioni o opere di manutenzione.
Anche se esistente già da anni, il conto corrente condominiale sta prendendo piede negli ultimi mesi, complice da un lato il decreto che vieta i pagamenti in contanti superiori ai mille euro, dall’altro le tariffe agevolate che ne stanno incrementando le attivazioni. Il conto corrente condominiale è un conto on line o tradizionale che l’amministratore di condominio può aprire presso quasi tutti gli istituti di credito, e serve ad accogliere i pagamenti dei condomini per l’amministrazione dello stabile in cui vivono. Nel caso in cui nel corso degli anni ci sia un cambio di amministratore è possibile segnalare le variazioni alla banca che procederà alle modifiche senza la necessità di attivare un nuovo prodotto.
I vantaggi del conto condominiale sono numerosi. Innanzitutto permette i pagamenti in modo sicuro; inoltre grazie all’invio di resoconti periodi facilita la gestione del bilancio delle famiglie. Ma non è tutto: uno degli aspetti più rilevanti è la possibilità di ottenere mutui o prestiti a tassi agevolati, un ottimo vantaggio nel caso si richiedano necessari interventi straordinari come ristrutturazioni o opere di manutenzione.
venerdì 16 marzo 2012
Banche, conto corrente gratuito solo ai pensionati monoreddito?
Conto corrente gratuito sì, conto corrente gratuito no. Sembra non avere fine la disputa tra chi apprezza la norma che mira ad offrire ai pensionati che percepiscono un assegno mensile non superiore ai 1.500 euro un conto corrente gratuito e chi invece crede che tale decisione rappresenti un danno per le banche.
L’ultima posizione, in ordine temporale, è quella del sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo che si è detto favorevole alla gratuità del conto solo per i pensionati monoreddito. Le polemiche non sono tardate ad arrivare, così come la precisazione di Polillo che ha spiegato di non aver “mai detto di eliminare la gratuità dei conti correnti dei pensionati, con un reddito fino a 1.500 euro. Ho detto una cosa meno banale. L’obbligo di tenuta del conto corrente nasce da una disposizione di legge: quella della tracciabilità, decisa nel salva-Italia. Se un pensionato è costretto ad aprire, per ottemperarvi, un conto presso la banca, è giusto che esso sia esente da oneri, visto che la banca, grazie a quelle disposizioni, vede accrescere la massa di risparmio amministrata. Ma se quel pensionato ha anche altri redditi o proventi è giusto che paghi quanto ogni altro cittadino”.
Ma la norma, secondo quanto ha precisato Mario Monti, non è in discussione e le banche dovranno quindi farsi trovare pronte ad offrire ai pensionati un conto online o tradizionale che risponda ai requisiti richiesti.
L’ultima posizione, in ordine temporale, è quella del sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo che si è detto favorevole alla gratuità del conto solo per i pensionati monoreddito. Le polemiche non sono tardate ad arrivare, così come la precisazione di Polillo che ha spiegato di non aver “mai detto di eliminare la gratuità dei conti correnti dei pensionati, con un reddito fino a 1.500 euro. Ho detto una cosa meno banale. L’obbligo di tenuta del conto corrente nasce da una disposizione di legge: quella della tracciabilità, decisa nel salva-Italia. Se un pensionato è costretto ad aprire, per ottemperarvi, un conto presso la banca, è giusto che esso sia esente da oneri, visto che la banca, grazie a quelle disposizioni, vede accrescere la massa di risparmio amministrata. Ma se quel pensionato ha anche altri redditi o proventi è giusto che paghi quanto ogni altro cittadino”.
Ma la norma, secondo quanto ha precisato Mario Monti, non è in discussione e le banche dovranno quindi farsi trovare pronte ad offrire ai pensionati un conto online o tradizionale che risponda ai requisiti richiesti.
martedì 6 marzo 2012
Btp Italia, i titoli di Stato sbarcano sul web
Novità interessanti per i piccoli risparmiatori che a breve potranno acquistare i Btp Italia, i nuovi titoli di Stato presentati oggi che verranno emessi per la prima volta dal 19 al 22 marzo 2012.
Dopo la nascita del conto deposito, del conto corrente e del mutuo online, anche i titoli di stato approdano sul web. I nuovi titoli si caratterizzano, infatti, per due aspetti fondamentali: saranno indicizzati all’inflazione italiana e potranno essere acquistati, oltre che in banca, anche online attraverso tutte le piattaforme home banking in cui è presente la funzione di trading. I Btp Italia saranno disponibili sulla piattaforma elettronica Mot di Borsa Italiana - London Stock Exchange. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 euro e di suoi multipli senza limitazioni; la durata è quadriennale. Chi manterrà i titoli fino alla data di scadenza avrà diritto al “premio di fedeltà” che corrisponde al 4 per mille lordo sul valore nominale dell’investimento. Il tasso reale minimo garantito sarà reso noto quando si annuncerà il collocamento, mentre il tasso reale definitivo verrà comunicato il giorno di chiusura del collocamento.
La tassazione sarà al 12,5% e non sono previste commissioni per la sottoscrizione. Saranno invece decisi dalle singole banche i costi per l’eventuale vendita anticipata o per l’acquisto successivo all’emissione.
Dopo la nascita del conto deposito, del conto corrente e del mutuo online, anche i titoli di stato approdano sul web. I nuovi titoli si caratterizzano, infatti, per due aspetti fondamentali: saranno indicizzati all’inflazione italiana e potranno essere acquistati, oltre che in banca, anche online attraverso tutte le piattaforme home banking in cui è presente la funzione di trading. I Btp Italia saranno disponibili sulla piattaforma elettronica Mot di Borsa Italiana - London Stock Exchange. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 euro e di suoi multipli senza limitazioni; la durata è quadriennale. Chi manterrà i titoli fino alla data di scadenza avrà diritto al “premio di fedeltà” che corrisponde al 4 per mille lordo sul valore nominale dell’investimento. Il tasso reale minimo garantito sarà reso noto quando si annuncerà il collocamento, mentre il tasso reale definitivo verrà comunicato il giorno di chiusura del collocamento.
La tassazione sarà al 12,5% e non sono previste commissioni per la sottoscrizione. Saranno invece decisi dalle singole banche i costi per l’eventuale vendita anticipata o per l’acquisto successivo all’emissione.
venerdì 24 febbraio 2012
Inps: pagamento delle pensioni di marzo in contanti
Dare un ulteriore mese ai pensionati per attivare un conto corrente per l’accredito della pensione: questo l’obiettivo dell’Inps che ha deciso di anticipare i pagamenti dall’1 al 6 marzo per coloro che non si sono ancora adeguati alle nuove regole sulla riscossione dell’assegno mensile. “Questa straordinaria modalità di pagamento – spiega l’Inps – è stata prevista per dare più tempo ai pensionati di dotarsi di un conto corrente postale o bancario, di un libretto postale o di una carta prepagata sulla quale accreditare la pensione”.
Dal 7 marzo, infatti, secondo la legge 314 del 22 dicembre 2011 non sarà più possibile riscuotere in contanti la pensione se l’importo è pari o superiore ai 1.000 euro. I pensionati che rientrano in questa categoria devono quindi necessariamente attivare un conto corrente, con la possibilità di scegliere se affidarsi ad una banca tradizionale o optare per un conto online.
Ma anche chi percepisce un assegno di importo minore dovrà stare attento. Come spiega l’Inps “anche i pensionati che percepiscono una rata mensile di pensione inferiore a 1000 euro, potrebbero superare il limite consentito per il pagamento in contanti nel caso di somme aggiuntive, competenze arretrate, tredicesima o eventuali rimborsi. Per questo motivo si invitano tutti i pensionati che riscuotono la pensione in contanti a comunicare nel più breve tempo possibile il codice Iban”.
giovedì 16 febbraio 2012
Moody’s: declassate 114 banche, 24 in Italia
Chi intrattiene rapporti con le banche, sia attraverso la stipula di un mutuo o la sottoscrizione di un conto deposito o ancora con un pacchetto di investimenti, non può esimersi dal prestare attenzione a quanto sta accadendo di recente.
Le banche europee sotto infatti sotto l’occhio vigile delle agenzie di rating che stanno mettendo in atto un’ondata consistente di declassamenti. Meno di una settimana fa è stata la volta di Standard & Poor’s e adesso tocca a Moody’s che ha tagliato il rating di ben 114 banche, dopo il declassamento dell’Italia passata dalla A2 alla A3. Secondo la nota di Moody’s le motivazioni del taglio vanno ricercate nell’“avverso e prolungato impatto della crisi dell'area dell'euro che rende il contesto operativo molto difficile per le banche europee”, nel “deterioramento del merito di credito dei rating sovrani, che ha portato all'aggiustamento dei rating di nove Paesi lo scorso 13 febbraio” e infine nelle “sfide importanti che dovranno affrontare le banche con significative attività sui mercati dei capitali”.
Il record degli istituti di credito declassati spetta all’Italia con 24 banche. Segue la Spagna con 21, la Francia con 10 e la Gran Bretagna con 9. In Italia il taglio di Moody’s ha riguardato, tra l’altro, Banca Carige, Monte dei Paschi, Bnl, Banca Sella, Credito Emiliano, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca e Unipol Banca.
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