giovedì 28 marzo 2013

Come procedere per rinnovo e cambio assicurazione auto

Chiarite le regole per il rinnovo sull’assicurazione auto. Grazie a una circolare del 14 febbraio 2013 da parte del Ministero dell’Interno, è stata fatta chiarezza sull’abolizione del tacito rinnovo per le assicurazioni auto: nessuna multa potrà essere data a chi circola con l’assicurazione scaduta da un periodo inferiore ai 15 giorni.
È stata definitivamente chiarita la legge entrata in vigore lo scorso dicembre che aboliva il tacito rinnovo: l’estensione della copertura assicurativa alla scadenza annuale per un periodo di quindici giorni dalla scadenza, l'assicurato, in attesa di sottoscrivere altro contratto potrà continuare ad esibire il certificato ed il contrassegno scaduti. La nuova normativa prevede infatti che gli assicurati non siano più obbligati al rinnovo dell’assicurazione, ma saranno le assicurazioni a comunicare all’assicurato la scadenza del contratto almeno 30 giorni prima, e la compagnia sarà obbligata a mantenere la validità dell’assicurazione per i 15 giorni successivi, mantenendo operante la garanzia del precedente contratto assicurativo fino al quindicesimo giorno successivo alla scadenza del contratto stesso e fino all’effetto della nuova polizza. Attenzione quindi alle scadenze!
Quando sarà il momento di assicurare il vostro veicolo quindi, potrete decidere se mantenere il contratto con la vostra compagnia assicurativa o orientarvi su nuove possibilità; e con i nuovi servizi di calcolo assicurazione auto online offerti dalle compagnie, potrete valutare comodamente le differenti possibilità: saranno sufficienti il numero di targa del veicolo e la data di nascita dell’intestatario, i sistemi di calcolo assicurazione saranno in grado di calcolare automaticamente tutte le informazioni e restituire un preventivo per l’assicurazione auto.
Insomma, le compagnie assicurative offrono servizi online per la gestione delle vostre polizze, con il vantaggio di effettuare calcoli dell’assicurazione e preventivi anche online, e una volta confrontate le varie possibilità potrete scegliere la polizza che fa più al caso vostro.

lunedì 11 marzo 2013

Intesa Sanpaolo: soddisfazione di Castagna per l’accordo con Confindustria


Sancito l’accordo tra il Gruppo Bancario e Piccola Industria Confindustira teso a rafforzare la relazione ed il dialogo tra le piccole imprese e la Banca, per stimolare e sostenere la domanda di credito da parte delle piccole e medie imprese virtuose, facilitandone l’accesso e la continuità al credito.
Giuseppe Castagna, direttore generale e Responsabile della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, si è dichiarato soddisfatto per l’accordo con Confindusitria, teso a rafforzare ancora di più la collaborazione tra Confindustria e Intesa, per sostenere le piccole e medie imprese, struttura portante del sistema produttivo italiano.
La nuova collaborazione è rivolata a supportare i progetti di qualità delle PMI per incentivarne lo sviluppo, con un plafond di 10 miliardi di euro di cui 200 milioni riservati a finanziare i progetti innovativi delle nuove imprese.
Al cuore dell’accordo saranno considerate tre direttrici ritenute strategiche per lo sviluppo delle PMI italiane, con una propensione all’export che nel 2012 è giunta al 44% e nel 2013 è prevista salire al 45%. Con l’obiettivo di competere su mercati sempre più globali, l’accordo tra Intesa e Confindustria prevede infatti una piattaforma di prodotti, eventi e servizi consulenziali per sostenere gli obiettivi di internazionalizzazione delle PMI coinvolte.
In merito all’accordo, Giuseppe Castagna ha sottolineato che “il momento richiederà uno sforzo comune per valorizzare la creatività italiana e la determinazione che contraddistinguono la nostra Piccola Impresa. Il dialogo, tratto distintivo di questo genere di accordi con Confindustria, sarà fondamentale per conoscere e approfondire potenziale e difficoltà delle imprese italiane, che dovranno essere spronate a intraprendere un decisivo passaggio culturale per munirsi degli strumenti necessari a competere su uno scenario internazionale. L’accordo è inteso a facilitare anche il dialogo con le aziende, sostenendo la nascita e lo sviluppo soprattutto delle nuove imprese, con uno sguardo anche alle iniziative imprenditoriali dei più giovani, da incoraggiare e sostenere come opportunità per il futuro, con il supporto del know-how di Intesa Sanpaolo, che garantirà una presenza su tutto il territorio nazionale”.

mercoledì 27 febbraio 2013

Morgan Stanley promuove Intesa e Unicredit


Un’indagine di Morgan Stanley promuove Intesa Sanpaolo e Unicredit, ma boccia le piccole banche italiane a causa della loro struttura. Con un lungo report, la Morgan Stanley ha dato i voti alle banche italiane, con risultati ambivalenti: se da una parte le big del nostro paese, Intesa Sanpaolo e Unicredit, sono state promosse, dall’altro sono state espresse perplessità sugli istituti minori.
Queste banche infatti, a causa della loro struttura, non possono godere di differenti vantaggi come basso costo del capitale, migliori costi di finanziamento, bassa concorrenza per i depositi e condizioni di credito poco stressate. Ed è proprio su queste basi che invece Intesa e Unicredit hanno ricevuto rispettivamente rating overwight.
Il calo dello spread e il miglioramento dei mercati funding hanno infatti avuto implicazioni importanti sugli utili e le valutazioni delle banche italiane, portando Morgan Stanley a riconoscere valore nelle banche italiane di grandi dimensioni.
Per quanto riguarda le altre banche, le loro performance sono da sottopesare; solamente una normalizzazione del tasso Euribor o nuove acquisizioni ed integrazioni potrebbero cambiare la valutazione dell’analista.
Ciò nonostante, su uno scenario più generale Morgan Stanley ha rilevato una stabilizzazione della crisi bancaria italiana, tanto da prevedere un ritorno al livello standard degli utili per il 2015. Il contenimento della crisi bancaria sta infatti smorzando la gravità dello scenario prospettato dal broker, con una recessione più prolungata, riducendo di fatto il costo del capitale e facendo sperare gli analisti in un ritorno positivo per le banche italiane nel 2015. Questa rivalutazione, è appunto la ragione dei cambiamenti di Morgan Stanley sui target price delle banche italiane. Su Intesa Sanpaolo, che lo scorso dicembre ha nominato Giuseppe Castagna come direttore genrele,  Morgan Stanley ha infatti migliorato il giudizio portandolo da “equalwight” (neutrale) a “overweight” (sovrappesare) alzando il target price a 1.8 euro, anche grazie alla valutazione positiva sulla ristrutturazione dei costi e del business del gruppo.
Al contrario, Morgan Stanley consiglia di sottopesare il portafoglio delle banche italiane più piccole, eccessivamente sensibili alle variazioni dei tassi.

venerdì 30 novembre 2012

Conti corrente, costi più bassi nel 2011



Avere un conto corrente dà molti vantaggi, come, tra l’altro, la possibilità di accreditare la propria pensione o il proprio stipendio e maturare interessi sulle somme versate. Ma prima di attivare un conto on line o tradizionale bisogna considerare i costi, che in molti casi superano annualmente il centinaio di euro.

Ma segnali confortanti arrivano da Bankitalia. Secondo l’indagine condotta periodicamente per verificare i costi della clientela bancaria, le spese di gestione dei conti correnti italiani sono scese per il terzo anno consecutivo. In particolare nel 2011 si sono attestate mediamente sui 105,70 euro, oltre 4 euro in meno rispetto all’anno precedente e 8 euro rispetto al 2009. “Diversamente da altre rilevazioni sullo stesso argomento - si legge nel comunicato della Banca d’Italia  - le quali aggregano informazioni contenute nei prospetti informativi o in altra documentazione pre-contrattuale, sono stati presi in considerazione gli oneri e le commissioni, diversi dagli interessi, riportati negli estratti conto per il 2011 di oltre 12.000 clienti distribuiti su 682 sportelli di 215 banche e BancoPosta, selezionati in modo da conseguire un'adeguata rappresentatività statistica”.

Ed è proprio il conto corrente postale a mostrare i dati più interessanti. Secondo l’indagine il conto corrente delle Poste ha costi di gran lunga più bassi rispetto ai conti delle banche tradizionali: le spese si sono attestate infatti nel corso del 2011 a 56 euro. I motivi sono dovuti perlopiù ad una minore operatività da parte dei clienti bancari.

domenica 28 ottobre 2012

Conti deposito, dal 2013 imposta di bollo su del 50%



Sono tantissimi gli italiani che nel corso degli ultimi anni hanno scelto di investire i loro risparmi preferendo come soluzione il conto deposito. E così il “salvadanaio virtuale” è diventato in pochissimo tempo uno dei prodotti più scelti e amati. Il motivo è semplice: nessun costo di apertura e gestione e tassi di interessi molto vantaggiosi, specialmente se si opta per i vincoli, bloccando il proprio denaro per più mesi.

Ma la situazione è piano piano cambiata. Già da quest’anno, infatti, con l’introduzione dell’imposta di bollo nella misura dello 0,1% - da un minimo di 34,20 euro fino a 1.200 euro – molte banche hanno scelto di far pagare i loro clienti, modificando le condizioni contrattuali, diversamente da come avveniva prima del 2012, quando l’unico costo per i conti deposito era di 1,81 euro per ogni comunicazione alla clientela che gli istituti di credito erano soliti sostenere.

E altre novità, non positive, arriveranno a breve. Dal 1° gennaio 2013 l’imposta di bollo aumenterà del 50%, passando dallo 0,1% allo 0,15% e verranno aboliti i tetti massimi attuali. Per questo è importante leggere con attenzione le eventuali modifiche contrattuali unilaterali comunicate dalle banche ed eventualmente recedere dal contratto entro i 60 giorni stabiliti

domenica 9 settembre 2012

Banche, boom di utilizzo delle chat


Conoscere gli interessi maturati sul proprio conto deposito, verificare la lista dei movimenti del conto corrente, avere informazioni sul mutuo è sempre più facile. Merito delle banche che stanno mettendo a disposizione dei propri clienti un numero sempre maggiore di strumenti di comunicazione e dei clienti che sembrano apprezzare queste novità e utilizzarle in modo più frequente.

Questi i dati emersidell’analisi dell’Osservatorio sui contact center bancari condotto da ABI Lab e dall’Ufficio analisi gestionali dell’Abi, l’associazione bancaria italiana. I numeri parlano chiaro: nel corso del 2011 sono state ben 51 milioni le chiamate gestite dagli istituti di credito, considerando sia l’inbound che l’outbound e 1,6 milioni gli scambi di informazioni avvenuti tramite e-mail o chat. Ed è proprio la chat pubblica che ha fatto registrare gli aumenti maggiori. Nel 2010 era attiva solo nel 39% delle banche, attualmente ha raggiunto quota 56%. Le videochat, i forum e le community online sono invece attivi nel 33% della banche italiane. Meno utilizzati i servizi di istant messaging, con il 22%, e i blog, fermi solo al 6%.
 
Grandi passi avanti anche nell’ambito della comunicazione telefonica. I consulenti bancari sono infatti sempre più poliglotti. Nel 95% dei contact center si parla inglese, nel 74% tedesco, nel 68& francese e nel 42% spagnolo. Non mancano, infine, seppur in percentuali ancora basse, altre lingue come il cinese e l’arabo.

sabato 21 luglio 2012

Conti on line, aumentano le truffe alle aziende


Quando si parla di servizi finanziari attraverso il canale web, uno degli aspetti da tenere in maggiore considerazione è senza dubbio rappresentato dalla sicurezza. L’accesso al conto on line prevede l’inserimento di una serie di dati personali (codice fiscale, data di nascita, codice cliente, codice pin) che se violati possono creare danni notevoli, con la conseguenza di veder sparire in breve tempo il proprio denaro.

Nell’ultimo periodo la banche si sono impegnate per mettere in atto una serie di accorgimenti volte a tutelare la sicurezza dei propri clienti. Ma, dall’altra parte, anche i truffatori non smettono di migliorare le proprie tecniche operando in maniera sempre più ingannevole. Per questo nel corso del 2011 le truffe ai danni dei conti correnti on line hanno subito un forte rialzo. Nel mirino dei cyber truffatori, oltre che gli utenti privati, le aziende che in molti casi risultano il bersaglio più semplice da aggirare.

“Il fenomeno è rilevante e l'importo notevole – ha spiegato il Direttore della Polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese - I clienti corporate di banche italiane che subiscono il phishing sono passati dallo 0,09% del 2010 allo 0,51% del 2011. Una percentuale, quest’ultima, molto più alta di quella dei clienti retail che subiscono truffe via internet: lo 0,16% del totale. Il cliente retail è attento al suo conto home banking; nelle aziende, invece, al conto online accedono più persone e le possibilità di falle si moltiplicano”.